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I pensieri brutti ti rendono “brutto”?

Oggi ho ripreso  in mano il libro “Gli Sporcelli” di Roald Dahl, autore di numerosi romanzi per bambini. E’ stato illuminante scoprire come in poche parole riesca a riassumere uno dei concetti base della terapia cognitiva, secondo il quale “Pensare male ci fa vivere male“.

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Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. E quando i brutti pensieri li ha ogni giorno, ogni settimana, ogni anno, il suo viso diventa sempre più brutto, finché non diviene talmente brutto che non sopporti quasi più di guardarlo.

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Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori ma, se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi del sole, e apparirà sempre bella.”

Per chi fosse interessato ad approfondire la tematica relativa alle distorsioni cognitive con la dott.ssa Paola Marinoni, psicologa a Saronno, è possibile chiamare il numero 3402871971 oppure mandare una mail all’indirizzo info@psicologasaronno.it per prenotare un primo colloquio gratuito. E’ possibile consultare la pagina dei contatti.

Distorsioni cognitive: predizione del futuro

distorsione cognitive

A tutti noi capita di fare delle previsioni in merito al futuro. Quando affrontiamo le situazioni ragionando in maniera ottimista e propositiva tendiamo a prospettare esiti positivi e gradevoli. Se, al contrario, ci convinciamo che le cose andranno male, tendiamo ad assumere comportamenti caratterizzati da impotenza e rinuncia. Il problema insorge quando la previsione del futuro ha sempre una connotazione negativa e riguarda tutti (o quasi) gli eventi della nostra vita.

La predizione del futuro consiste nel predire gli esiti negativi di situazioni ed eventi. Si immagina che stia per accadere qualcosa di brutto e ci si convince della veridicità di questa previsione, anche se è irrealistica.

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I pensieri che ci fanno stare male

i pensieri che ci fanno vivere maleLa terapia cognitiva si basa sul presupposto che i comportamenti problematici derivano da schemi di base (credenze). Si presume che questi schemi fondamentali si sviluppino in risposta alle esperienze vissute nella prima parte della nostra vita. E’ importante sottolineare che questi schemi di base non rappresentano necessariamente “la Verità”. Essi riflettono semplicemente le credenze che si sono sviluppate nel corso del tempo all’interno di ciascuno di noi. Il trattamento si propone di identificare questi pensieri automatici e disfunzionali e di sostituirli con pensieri alternativi più funzionali. In definitiva, l’obiettivo è quello di creare un nuovo schema di base che vada a sostituire quello vecchio, che è alla radice dei pensieri disfunzionali.

I modelli di pensiero disfunzionali e automatici sono chiamati distorsioni cognitive. Di seguito ne vengono descritte alcune:

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