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I pensieri brutti ti rendono “brutto”?

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Oggi ho ripreso  in mano il libro “Gli Sporcelli” di Roald Dahl, autore di numerosi romanzi per bambini. E’ stato illuminante scoprire come in poche parole riesca a riassumere uno dei concetti base della terapia cognitiva, secondo il quale “Pensare male ci fa vivere male“.

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Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. E quando i brutti pensieri li ha ogni giorno, ogni settimana, ogni anno, il suo viso diventa sempre più brutto, finché non diviene talmente brutto che non sopporti quasi più di guardarlo.

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Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori ma, se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi del sole, e apparirà sempre bella.”

Per chi fosse interessato ad approfondire la tematica relativa alle distorsioni cognitive con la dott.ssa Paola Marinoni, psicologa a Saronno, è possibile chiamare il numero 3402871971 oppure mandare una mail all’indirizzo info@psicologasaronno.it per prenotare un primo colloquio gratuito. E’ possibile consultare la pagina dei contatti.

Di dott.ssa Paola Marinoni

Psicologa a Saronno dott.ssa Paola Marinoni mi sono laureata in Psicologia clinica e di Comunità nel 2008 presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e sono iscritta all'albo degli Psicologi della Lombardia n. 14919.

La mia formazione, oltre che sul piano accademico, è maturata anche e soprattutto attraverso le mie esperienze di vita. Mi ha sempre mossa l’interesse per l’animo umano, soprattutto in condizioni di sofferenza. Ho vissuto esperienze “sul campo” che sono state formative quanto quelle più prettamente accademiche. Dall’età di 17 anni ho iniziato a viaggiare, per entrare in contatto con realtà diverse dalla mia e per conoscere modalità differenti di convivere con il dolore e la sofferenza. Sono stata volontaria a Sarajevo, appena terminata la guerra, e in missione in Africa, India e Perù per brevi periodi. Ma l’esperienza in assoluto più formativa è rappresentata dalla mia lunga permanenza a Calcutta, dove ho avuto la possibilità di accostarmi alla sofferenza più profonda, prendendomi cura di malati terminali.