Archivi tag: reazione attacco-fuga

Ho paura o sono in ansia?

Recentemente mi è capitato di rivedere un video in cui l’attore Will Smith parla della paura provata prima di lanciarsi con il paracadute. La visione del filmato mi ha stimolata a ragionare sulla differenza che intercorre tra paura e ansia.

Da un punto di vista cognitivo, la paura insorge in presenza di una fonte di pericolo reale, tangibile, identificabile e spesso immediata. Per esempio, se un leone è in piedi davanti a me, ho paura. Se sto per saltare da un aereo e mi trovo davanti al portellone aperto a 3.000 piedi di altitudine, ho paura.

L’ansia invece compare nelle situazioni in cui viene percepito un pericolo che è solo potenziale. Non ho ancora visto il leone, non me lo sono ancora trovato davanti, ma penso che potrebbe essere in agguato nelle vicinanze. Mi immagino che potrebbe assalirmi e che io non avrei, a quel punto, alcuna via di scampo. Non mi sono ancora lanciato nel vuoto, ma penso che potrei sentirmi male, avere un attacco cardiaco o schiantarmi al suolo. Mi preoccupo di qualcosa che non è ancora accaduto e che magari non accadrà mai. Ma nella mia mente prende piede il pensiero che potrei trovarmi davvero di fronte a quella situazione che temo.

Possiamo quindi affermare che la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale, che ha quindi un “oggetto” preciso e ben identificato (paura del buio, dei ragni, dell’altezza…)

L’ansia è invece una reazione emotiva ad un pericolo che è soltanto percepito come tale.

In psicoterapia, possiamo affrontare sia le paure che l’ansia attraverso un percorso di terapia cognitivo-comportamentale. Le paure problematiche spesso emergono nel contesto delle fobie (ad esempio, la paura di volare o dell’altezza). L’ansia clinicamente rilevante tende a manifestarsi sotto forma di eccessiva preoccupazione, tensione, irrequietezza, eccessiva sensibilità e ipervigilanza. Entrambe le sensazioni scatenano il nostro meccanismo di risposta “attacco-fuga” (descritto più dettagliatamente nell’articolo “Ansia: reazione di attacco-fuga”).

Il trattamento di scelta più spesso riguarda la terapia dell’esposizione, in cui il paziente impara a esporsi gradualmente agli stimoli che teme, con costante supporto da parte del terapeuta.

Ecco qui il video di Will Smith che parla delle sue paure!

Buona visione!

https://www.youtube.com/watch?v=yfqC6qRZcYM

Per coloro che fossero interessati ad approfondire le tematiche relative alla terapia cognitiva  per superare la paura o per gestire l’ansia con la dott.ssa Paola Marinoni, psicologa e psicoterapeuta a Saronno, è possibile chiamare il numero 3402871971 oppure mandare una mail all’indirizzo info@psicologasaronno.it per prenotare un primo colloquio gratuito.

E’ possibile inoltre consultare la pagina dei contatti del sito per avere ulteriori informazioni e delucidazioni sulla modalità di contatto della dott.ssa Paola Marinoni.

Ansia: reazione di attacco-fuga

ansia attacco fugaCon l’espressione “reazione di attacco o fuga” ci si riferisce alle risposte fisiologiche che avvengono nel nostro corpo e che ci preparano agli sforzi necessari per combattere o scappare quando ci troviamo di fronte ad un pericolo. L’ansia deriva proprio da questo meccanismo, che è presente in tutti i mammiferi e che predispone l’animale o l’essere umano a reagire al pericolo attraverso la rapidissima attivazione di tutte le funzioni neurovegetative necessarie per una fuga o un attacco: accelerazione cardiaca, aumento del ritmo del respiro, tensione muscolare, aumento dell’attenzione e della vigilanza. In pochi istanti il nostro corpo è pronto ad attaccare o fuggire. Quando percepiamo una minaccia, i nostri corpi entrano rapidamente nella modalità “attacco-fuga”; questo meccanismo fisiologico si è sviluppato nel corso dell’evoluzione per aiutarci a sopravvivere dalla tigre dai denti a sciabola, dal nemico che cercava di cacciarci dalla nostra tribù, da qualsiasi cosa che potesse minacciare la nostra vita.

Continua a leggere