la mente non si ferma mai

Quando la mente non si ferma mai…

Marta è una ragazza di 27 anni che ha recentemente iniziato il suo primo lavoro dopo aver conseguito con buoni voti una laurea in economia. Vive con la migliore amica. Marta è sempre stata una persona ansiosa. Spesso gli amici e i familiari le fanno notare che si preoccupa troppo. Durante il periodo del liceo aveva enormi difficoltà nel gestire la preoccupazione di arrivare tardi in classe, di non essere sufficientemente preparata, di prendere brutti voti. Temeva di poter perdere i suoi amici, far arrabbiare i suoi genitori, non piacere agli altri, di sbagliare la scelta dell’università.

Temeva di poter essere lasciata dal fidanzato, si preoccupava del fatto di non avere tempo a sufficienza per portare a termine tutto ciò che doveva fare. Marta ha difficoltà nel gestire queste preoccupazioni, soprattutto perché esse compaiono quando cerca di rilassarsi a fine giornata, quando è in pausa ed è fuori con gli amici. Spesso si sente affaticata e avverte tensione muscolare e dolori agli arti. Si accorge di essere frequentemente irritabile (si arrabbia con la coinquilina o il fidanzato). Marta non ricorda quando si è sentita rilassata l’ultima volta, è sempre agitata, tesa e in allerta, con la sensazione che debba accadere qualcosa di brutto.

Negli ultimi sei mesi ha disturbi del sonno: spesso se ne sta sdraiata a letto senza riuscire a prendere sonno, si sveglia frequentemente, oppure si sveglia nel mezzo della notte e non riesce più a riaddormentarsi. Quando le preoccupazioni diventano eccessive fatica a concentrarsi e molte persone le dicono che sembra sempre distratta. Spesso chiede ad amici e parenti cosa pensano di lei o li coinvolge in merito alle sue preoccupazioni, portandoli all’esasperazione. Marta sa che la sua ansia rappresenta un problema, ma teme che smettendo di preoccuparsi le cose peggiorerebbero.”

Le persone che hanno difficoltà a gestire la propria ansia generalmente hanno la tendenza a preoccuparsi per molte cose. Si parla di ansia generalizzata quando la preoccupazione (worry), pervasiva e difficilmente controllabile, risulta essere eccessiva rispetto agli eventi di cui si ha timore. Si traduce in uno stato di ansia e tensione croniche ed esagerate.

Si tende pertanto a catastrofizzare e a preoccuparsi frequentemente per il lavoro, la salute, la famiglia, le condizioni economiche. Il semplice pensiero di dover affrontare la giornata produce ansia. Le persone che soffrono di ansia generalizzata difficilmente riescono a gestire le proprie preoccupazioni, nonostante siano consapevoli che la loro ansia sia eccessiva e irrazionale. Faticano a rilassarsi.

Spesso hanno difficoltà ad addormentarsi o a dormire. Frequentemente presentano anche sintomi fisici: tremore, tensione muscolare, mal di testa, irritabilità, sudorazione o vampate di calore.

Un fattore che spesso alimenta tale ansia è rappresentato dall’assenza di sicurezza. Per molte persone è intollerabile fronteggiare e tollerare l’incertezza relativa ad importanti aree di vita. Si pensa che tutto sarebbe più semplice se si potesse sapere in anticipo come andranno le cose. Questa però è un’aspettativa irrealistica. L’incertezza fa parte della nostra vita. Spesso si finisce proprio per preoccuparsi di cose su cui è possibile esercitare uno scarso controllo: ciò non fa altro che aumentare l’ansia e lo stress emotivo.

La soluzione potrebbe essere allora quella di imparare ad tollerare l’incertezza. Se scegliessimo deliberatamente di tollerare di non sapere come andranno a finire le cose, investiremmo una minore quantità di energie nel combattere inutili battaglie e smetteremmo di sentirci imbrigliati in preoccupazioni che non ci aiutano in alcun modo a vivere serenamente. Accettare l’incertezza non significa necessariamente goderne. Significa semplicemente riconoscere che esiste un grado di incertezza in tutto ciò che facciamo e imparare ad accettarlo.

Di seguito vengono proposte alcune modalità che ci possono aiutare ad accettare l’incertezza:

  • considera quali sono i vantaggi e gli svantaggi relativi all’accettazione dell’incertezza: identifica sia i motivi per cui pensi che combattere l’insicurezza sia utile e sicuro, sia quelli per cui invece pensi che fare ciò sia inefficace e scarsamente utile. È più probabile che i contro siano più numerosi dei pro. Divenire consapevoli di ciò può aiutare a ridurre l’ansia e ad accettare che l’ignoto faccia parte della nostra vita;
  • identifica le aree di vita in cui ti trovi ad accettare l’incertezza: in molte situazioni lo stai già facendo, magari senza neppure accorgertene, ad esempio quando incontri traffico lungo il tuo tragitto, quando vai in un ristorante per la prima volta o incontri persone nuove. In queste situazioni accettare un certo grado di incertezza può risultare molto utile. Cerca di assumere lo stesso atteggiamento anche nelle situazioni più difficili della tua vita;
  • cerca di capire qual è il significato che attribuisci all’incertezza: a volte, senza esserne consapevoli, tendiamo ad associare in maniera automatica l’incertezza con un esito negativo. Se fai ciò, cerca di fare un passo indietro, di analizzare il tuo modello di pensiero e di accertare se davvero esistono prove certe del fatto che l’incertezza comporta sempre qualcosa di negativo;
  • immagina come sarebbe la tua vita senza incertezze: anche se un certo senso di sicurezza può essere utile per la pianificazione, è probabile che la troppa certezza renderebbe la vita piuttosto noiosa. I film non sarebbero più piacevoli se sapessimo esattamente cosa sta per accadere in ogni scena. La nostra vita finirebbe per essere priva di sorprese, anche piacevoli.

La prossima volta che tendi a irrigidirti di fronte all’incertezza, cerca di riportare alla mente che esiste un modo differente di rapportarti alle situazioni e prova a osservare cosa succede. Potresti scoprire che sei in grado di gestire le situazioni con più calma, magari apprezzando anche alcuni benefici dell’insicurezza.

Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche relative all’ansia generalizzata con la dott.ssa Paola Marinoni, psicologa a Saronno, è possibile chiamare il numero 340/2871971 oppure mandare una mail all’indirizzo info@psicologasaronno.it per prenotare un primo colloquio gratuito. E’ possibile consultare la pagina dei contatti per avere ulteriori informazioni.

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