Archivio dell'autore: dott.ssa Paola Marinoni

Informazioni su dott.ssa Paola Marinoni

Psicologa a Saronno dott.ssa Paola Marinoni mi sono laureata in Psicologia clinica e di Comunità nel 2008 presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e sono iscritta all'albo degli Psicologi della Lombardia n. 14919. La mia formazione, oltre che sul piano accademico, è maturata anche e soprattutto attraverso le mie esperienze di vita. Mi ha sempre mossa l’interesse per l’animo umano, soprattutto in condizioni di sofferenza. Ho vissuto esperienze “sul campo” che sono state formative quanto quelle più prettamente accademiche. Dall’età di 17 anni ho iniziato a viaggiare, per entrare in contatto con realtà diverse dalla mia e per conoscere modalità differenti di convivere con il dolore e la sofferenza. Sono stata volontaria a Sarajevo, appena terminata la guerra, e in missione in Africa, India e Perù per brevi periodi. Ma l’esperienza in assoluto più formativa è rappresentata dalla mia lunga permanenza a Calcutta, dove ho avuto la possibilità di accostarmi alla sofferenza più profonda, prendendomi cura di malati terminali.

articolo di introduzione alla rabbia

Che rabbia!

Che cosa è la rabbia?

La rabbia è un sentimento normale di cui noi tutti facciamo esperienza. Si tratta di una risposta istintiva ad una percezione di minaccia.

Quando ci arrabbiamo, il nostro corpo cambia per permetterci di affrontare la minaccia: si verificano, ad esempio, accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa, della temperatura corporea, dell’irrorazione dei vasi sanguigni periferici, della tensione muscolare e della sudorazione.

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dipendenza affettiva

Ti prego, stammi sempre accanto!

Il disturbo dipendente di personalità è una patologia caratterizzata da una dipendenza psicologica pervasiva ed eccessiva da altre persone. Questo significa che i soggetti che presentano tale disturbo hanno bisogno degli altri per soddisfare i loro bisogni emotivi e fisici e sono convinti di non essere in grado di vivere da soli, senza l’aiuto degli altri. Essi pensano che le altre persone siano maggiormente in grado di affrontare le complessità della vita: gli altri sono più competenti e sicuri di sé e sono in grado di fornire un senso di sicurezza e di sostegno. Gli individui dipendenti evitano situazioni che richiedono loro di prendere decisioni o di assumersi le proprie responsabilità perché si considerano deboli, bisognosi e fragili. Pensano che il loro benessere sia legato alla presenza, al loro fianco, di una persona supportiva e forte. Il paziente con disturbo dipendente di personalità ha tremendamente paura di essere rifiutato e vive con grande ansia la possibilità che le sue relazioni affettive possano interrompersi; evita infatti le tensioni e i conflitti interpersonali. Quando un legame finisce, le persone con disturbo di personalità dipendente cercano urgentemente in un altro rapporto la cura e il sostegno di cui hanno bisogno. Il soggetto dipendente tende ad essere compiacente per non creare disappunto, vive con ansia e risentimento le critiche e la disapprovazione e, per essere accettato, spesso si presta ad eseguire compiti spiacevoli.

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depressione e bassa autostima

La Relazione tra Depressione e Bassa Autostima

Depressione e bassa autostima sono frequentemente intrecciate.

La depressione è un disturbo dell’umore. Chi ne soffre ha un umore depresso durante tutto il giorno per più giorni di seguito e non riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima lo interessavano e lo gratificavano. Ci si sente apatici, irritabili, stanchi, si hanno pensieri negativi e spesso si percepisce la vita come dolorosa e senza senso.

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la mente non si ferma mai

Quando la mente non si ferma mai…

Marta è una ragazza di 27 anni che ha recentemente iniziato il suo primo lavoro dopo aver conseguito con buoni voti una laurea in economia. Vive con la migliore amica. Marta è sempre stata una persona ansiosa. Spesso gli amici e i familiari le fanno notare che si preoccupa troppo. Durante il periodo del liceo aveva enormi difficoltà nel gestire la preoccupazione di arrivare tardi in classe, di non essere sufficientemente preparata, di prendere brutti voti. Temeva di poter perdere i suoi amici, far arrabbiare i suoi genitori, non piacere agli altri, di sbagliare la scelta dell’università.

Temeva di poter essere lasciata dal fidanzato, si preoccupava del fatto di non avere tempo a sufficienza per portare a termine tutto ciò che doveva fare. Marta ha difficoltà nel gestire queste preoccupazioni, soprattutto perché esse compaiono quando cerca di rilassarsi a fine giornata, quando è in pausa ed è fuori con gli amici. Spesso si sente affaticata e avverte tensione muscolare e dolori agli arti. Si accorge di essere frequentemente irritabile (si arrabbia con la coinquilina o il fidanzato). Marta non ricorda quando si è sentita rilassata l’ultima volta, è sempre agitata, tesa e in allerta, con la sensazione che debba accadere qualcosa di brutto.

Negli ultimi sei mesi ha disturbi del sonno: spesso se ne sta sdraiata a letto senza riuscire a prendere sonno, si sveglia frequentemente, oppure si sveglia nel mezzo della notte e non riesce più a riaddormentarsi. Quando le preoccupazioni diventano eccessive fatica a concentrarsi e molte persone le dicono che sembra sempre distratta. Spesso chiede ad amici e parenti cosa pensano di lei o li coinvolge in merito alle sue preoccupazioni, portandoli all’esasperazione. Marta sa che la sua ansia rappresenta un problema, ma teme che smettendo di preoccuparsi le cose peggiorerebbero.”

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Nuovo Centro Ieled a Meda

Ieled – Centro di psicologia per l’età evolutiva – ha il piacere di annunciare l’apertura della nuova sede a Meda con l’INAUGURAZIONE che si terrà domenica 4 ottobre dalle 16.30, in Largo Europa 7. Nel corso del pomeriggio vi sarà l’opportunità di visitare il Centro e ricevere informazioni circa i Servizi, che lo stesso offre.
Ieled è un centro specialistico che si occupa delle difficoltà cognitive ed emotive dei bambini e degli adolescenti, nelle sue sedi di Meda, Milano e Saronno, composto da un’Equipe di professionisti qualificati ed accreditati, che lavorano ponendo al centro dei loro interventi i bisogni e le risorse dei bambini e delle loro famiglie.
Con l’occasione, l’Equipe del Centro ha, inoltre, il piacere di presentare il nuovo sito della sede di IELED Meda (www.ieledmeda.it).
Il sito è stato pensato e realizzato per aiutare la famiglia e la scuola a districarsi tra i bisogni e le difficoltà che i bambini e i ragazzi possono incontrare durante il loro percorso di crescita. L’obiettivo del Centro è quello di fornire – all’adulto prima e al bambino poi – un aiuto efficace, basato su evidenze scientifiche, in un contesto di empatia e collaborazione.
Il Centro si propone di accompagnare, chi si rivolge ad esso, in un percorso personalizzato ed integrato, in cui ogni aspetto del problema è accuratamente considerato, approfondito e condiviso passo dopo passo.

E se succedesse qualcosa di brutto?

ansia generalizzata

Ho frequenti disturbi legati al sonno. Spesso mi sveglio agitato nel bel mezzo della notte. Ho problemi di concentrazione, faccio fatica anche a leggere il giornale o un romanzo. A volte mi sento un po’ stordito. Spesso il mio cuore inizia a battere all’impazzata: questo aumenta la mia preoccupazione. Ho sempre avuto la tendenza di pensare che le cose siano peggio di quello che realmente sono. Nei giorni scorsi ho avuto un forte mal di stomaco: mi sono convinto di avere un tumore. Mi preoccupo continuamente per tutto.

Le persone che hanno difficoltà a gestire la propria ansia generalmente hanno la tendenza a preoccuparsi per molte cose. Si parla di ansia generalizzata quando la preoccupazione (worry), pervasiva e difficilmente controllabile, risulta essere eccessiva rispetto agli eventi di cui si ha timore. Le preoccupazioni riguardano differenti ambiti di vita: il lavoro, la salute, la famiglia, le condizioni economiche. Se un collega parla della situazione finanziaria dell’azienda, insorge immediata la paura di poter essere licenziati, se un’amica non risponde ad una telefonata e non richiama ci si convince che il rapporto d’amicizia si sia interrotto. Il solo pensiero, quando ci si sveglia la mattina, di dover affrontare la giornata può generare ansia.

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Borse di Studio per Laurea Triennale In psicologia a Milano

L’Università Sigmund Freud di Milano offre una interessante opportunità per quanti vogliono intraprendere la facoltà di psicologia a Milano

BANDO DI CONCORSO PER L’ASSEGNAZIONE DI UNA BORSA DI STUDIO PER L’ESONERO TOTALE E QUATTRO BORSE DI STUDIO PER L’ESONERO PARZIALE A STUDENTI MERITEVOLI AMMESSI AL PRIMO ANNO DEL CORSO TRIENNALE DI PSICOLOGIA NELL’A.A. 2015/2016.

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La psicoterapia cognitivo-comportamentale

Attualmente la psicoterapia cognitivo-comportamentale è ritenuta uno degli approcci più affidabili ed efficaci per la comprensione e il trattamento dei disturbi psicopatologici. Essa si basa sul presupposto che vi sia uno stretto legame tra pensieri, emozioni e comportamenti e che i problemi emotivi siano il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel corso del tempo. Viene sottolineato come le distorsioni cognitive (errate modalità di pensiero) e la rappresentazione soggettiva della realtà facciano insorgere e mantengano i disturbi emotivi e comportamentali. In altre parole, secondo la terapia cognitiva non sarebbero gli eventi che si verificano nella nostra vita a creare e a mantenere i problemi psicologici, quanto piuttosto il modo in cui li interpretiamo. La psicoterapia cognitivo-comportamentale si propone come obiettivo quello di aiutare i pazienti ad identificare i pensieri ricorrenti e gli schemi rigidi di ragionamento e di interpretazione della realtà, e a sostituirli con credenze più funzionali. Essa si propone di aiutare la persona a dare significato alle situazioni in modo più costruttivo, realistico e funzionale al proprio benessere.

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I pensieri brutti ti rendono “brutto”?

Oggi ho ripreso  in mano il libro “Gli Sporcelli” di Roald Dahl, autore di numerosi romanzi per bambini. E’ stato illuminante scoprire come in poche parole riesca a riassumere uno dei concetti base della terapia cognitiva, secondo il quale “Pensare male ci fa vivere male“.

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Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. E quando i brutti pensieri li ha ogni giorno, ogni settimana, ogni anno, il suo viso diventa sempre più brutto, finché non diviene talmente brutto che non sopporti quasi più di guardarlo.

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Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori ma, se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi del sole, e apparirà sempre bella.”

Per chi fosse interessato ad approfondire la tematica relativa alle distorsioni cognitive con la dott.ssa Paola Marinoni, psicologa a Saronno, è possibile chiamare il numero 3402871971 oppure mandare una mail all’indirizzo info@psicologasaronno.it per prenotare un primo colloquio gratuito. E’ possibile consultare la pagina dei contatti.

La paura di volare

paura di volareViaggiare in aereo è diventato sempre più accessibile e sicuro grazie agli innumerevoli progressi realizzati dalla tecnologia. Nonostante ciò, ricerche recentemente effettuate dimostrano che due italiani su tre hanno timore di viaggiare in aereo. Per molti questa paura non risulta eccessivamente invalidante, dato che è possibile raggiungere numerose destinazioni via terra o via mare. Questa fobia può arrivare però ad interferire con la vita delle persone in vari modi, impedendo di fare vacanze oltreoceano, visite a familiari o amici lontani o viaggi di lavoro.

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Quanto sono arrabbiato!

gestione della rabbiaLa rabbia, come le altre emozioni di base, è filogeneticamente determinata, ha una base innata e una funzione adattiva. Essa infatti assolve un ruolo molto importante nella nostra vita, poiché ci avvisa che i nostri diritti sono stati violati o che un ostacolo ci sta impedendo di raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Rappresenta un campanello di allarme: ci avvisa, infatti, che qualcosa o qualcuno potrebbe arrecarci un danno o esporci ad un’ingiustizia. La rabbia ci prepara all’azione, attivando una serie di modificazioni fisiologiche che ci spingono ad organizzare una serie di comportamenti attraverso i quali possiamo rimuovere l’ingiustizia e/o il danno subito.

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Il trauma psicologico

trauma psicologicoIl trauma psicologico, in linea generale, può essere definito come un evento improvviso, imprevisto ed imprevedibile che la persona sperimenta come devastante e destabilizzante. Gli eventi traumatici compromettono la capacità di risposta della persona, che sperimenta una forte angoscia dovuta al senso di impotenza.

Numerose ricerche sul funzionamento della mente hanno ipotizzato che l’evento traumatico provochi un blocco del sistema innato di elaborazione dell’informazione, che in condizioni ottimali permette di elaborare gli eventi disturbanti, consentendo di mantenere uno stato di salute mentale e di rielaborare l’esperienza in maniera adattiva. In altre parole, l’evento traumatico rimane fissato nel nostro sistema nervoso, insieme alle emozioni, alle immagini, ai suoni e alle sensazioni fisiche che hanno accompagnato l’esperienza. Ciò provoca l’insorgenza di incubi, flash back, pensieri intrusivi ed altri sintomi tipici di un disturbo d’ansia.

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Distorsioni cognitive: predizione del futuro

distorsione cognitive

A tutti noi capita di fare delle previsioni in merito al futuro. Quando affrontiamo le situazioni ragionando in maniera ottimista e propositiva tendiamo a prospettare esiti positivi e gradevoli. Se, al contrario, ci convinciamo che le cose andranno male, tendiamo ad assumere comportamenti caratterizzati da impotenza e rinuncia. Il problema insorge quando la previsione del futuro ha sempre una connotazione negativa e riguarda tutti (o quasi) gli eventi della nostra vita.

La predizione del futuro consiste nel predire gli esiti negativi di situazioni ed eventi. Si immagina che stia per accadere qualcosa di brutto e ci si convince della veridicità di questa previsione, anche se è irrealistica.

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Ansia: reazione di attacco-fuga

ansia attacco fugaCon l’espressione “reazione di attacco o fuga” ci si riferisce alle risposte fisiologiche che avvengono nel nostro corpo e che ci preparano agli sforzi necessari per combattere o scappare quando ci troviamo di fronte ad un pericolo. L’ansia deriva proprio da questo meccanismo, che è presente in tutti i mammiferi e che predispone l’animale o l’essere umano a reagire al pericolo attraverso la rapidissima attivazione di tutte le funzioni neurovegetative necessarie per una fuga o un attacco: accelerazione cardiaca, aumento del ritmo del respiro, tensione muscolare, aumento dell’attenzione e della vigilanza. In pochi istanti il nostro corpo è pronto ad attaccare o fuggire. Quando percepiamo una minaccia, i nostri corpi entrano rapidamente nella modalità “attacco-fuga”; questo meccanismo fisiologico si è sviluppato nel corso dell’evoluzione per aiutarci a sopravvivere dalla tigre dai denti a sciabola, dal nemico che cercava di cacciarci dalla nostra tribù, da qualsiasi cosa che potesse minacciare la nostra vita.

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